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2006/9/8 8 settembreNel post di ieri ero indietro di un giorno, ho scritto 6 invece di 7, correggerò... Nel frattempo, tanto vale scrivere il testo della canzone con cui mi sono svegliata oggi. Nessun collegamento particolare testo-mia vita attuale; semplicemente l'ho ascoltata ieri pomeriggio, ed eccola qua.
Joy Division - Passover This is a crisis I knew had to come,
Destroying the balance I'd kept. Doubting, unsettling and turning around, Wondering what will come next. Is this the role that you wanted to live? I was foolish to ask for so much. Without the protection and infancy's guard, It all falls apart at first touch. Watching the reel as it comes to a close,
Brutally taking it's time, People who change for no reason at all, It's happening all of the time. Can I go on with this train of events? Disturbing and purging my mind, Back out of my duties, when all's said and done, I know that I'll lose every time. Moving along in our God given ways,
Safety is sat by the fire, Sanctuary from these feverish smiles, Left with a mark on the door, Is this the gift that I wanted to give? Forgive and forget's what they teach, Or pass through the deserts and wastelands once more, And watch as they drop by the beach. This is the crisis I knew had to come,
Destroying the balance I'd kept, Turning around to the next set of lives, Wondering what will come next. ____________
Trapasso
Questa è una crisi che sapevo doveva arrivare,
demolendo l'equilibrio che avevo mantenuto. In dubbio, sconvolto e volubile, incerto su ciò che verrà dopo. E' questo il ruolo che volevi interpretare? Sono stato sciocco a chiedere tanto. Privo di protezione e nutrice, crolla tutto al primo contatto. Osservando il nastro avvicinarsi alla fine,
con crudele lentezza, gente che cambia senza nessuna ragione, accade di continuo. Posso continuare con questa sequenza di eventi? Mi sconvolgono e purificano la mente, sottratto ai miei doveri, quando tutto è stato detto e fatto, so che perderò sempre. Proseguendo lungo le strade tracciate per noi da Dio,
la salvezza è seduta accanto al fuoco, santuario di sorrisi febbrili, rimane un segno sulla porta, è questo il regalo che volevo fare? Insegnano a perdonare e dimenticare, o ad attraversare una volta ancora deserti e distese desolate, e osservali mentre stramazzano sulla spiaggia. Ecco la crisi che sapevo doveva arrivare,
demolendo l'equilibrio che avevo mantenuto, avviandosi verso il prossimo giro di vite, incerto su ciò che verrà dopo. 2006/9/7 Intervento IQuesto blog è aperto già da un po' ma solo oggi ho trovato modo di scriverci, perciò la riflessione (Paroloni) del giorno è in realtà vecchia di circa due mesi, ma la riporto ugualmente...
Persone che conosci, che dimentichi. Amicizie che vanno, amicizie che vengono... che perdi per cose non dette, date per scontate, intuite erroneamente. Per le cose più banali, come il nuovo status di qualcuno, e allora ti sembra di non avere più un posto, una funzione; di non sapere più come comportarti quando, invece sei indispensabile. Fatti, ricordi, fraintendimenti. Bugie, illusioni, speranze. E orgoglio. Tanto, da far schifo.
Non so cosa mi passasse per la testa quel giorno; o meglio, lo so, ma per fortuna anche quando si è in fondo a un baratro, lì lì per mollare, una corda e degli appigli si mostrano all'improvviso e fanno risalire di qualche metro.
Ora mi metterò a preparare delle schede di "mi piace" "non mi piace", da brava blogger, visto che nei precedenti blog sono stata accusata di estremo menefreghismo, anche se non mi piace molto..
6 settembre 2006, da qualche parte nell'isola; Terra, da qualche parte nell'Universo
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