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    4/26/2007

    yourenotalone

    Il pianeta gemello

    Le dimensioni superano di poco quelle della Terra. La temperatura è di tutto comfort: tra zero e 40 gradi. La superficie è rocciosa, a differenza dei grandi pianeti gassosi in cui un essere vivente sarebbe costretto a galleggiare fra i miasmi. Il Sole sorge e tramonta regolarmente, e un anno dura solo 13 giorni. Tutte le condizioni fanno pensare alla presenza di acqua allo stato liquido e quindi, potenzialmente, della vita.
    Il pianeta più simile alla Terra (il più piccolo mai individuato, con il suo raggio che è una volta e mezzo quello della Terra), fra quelli scovati finora nelle profondità dell'universo, si trova in realtà dietro l'angolo, astronomicamente parlando. Guardando nella costellazione della Bilancia, a soli 20,5 anni luce da noi, l'European Southern Observatory di La Silla, in Cile, ha individuato tre pianeti che orbitano intorno a una piccola stella, esattamente come la Terra fa intorno al Sole. Fra questi tre pianeti, il più piccolo e il più interno ha tutte le caratteristiche per ospitare la vita. "Grazie alla sua vicinanza e alla sua temperatura - sostiene Xavier Delfosse, uno degli autori della scoperta pubblicata oggi sulla rivista Astronomy and Astrophysics - questo pianeta sarà uno dei primi obiettivi delle future missioni che partiranno alla ricerca di vita extraterrestre. Nella mappa del tesoro dell'universo, bisogna sicuramente segnarlo con una croce".
    Lo strumento utilizzato per la sua individuazione (che si chiama Harps, High Accuracy Radial Velocity for Planetary Searcher) è in grado di rilevare a 20 anni luce da qui variazioni di velocità di un corpo celeste pari a 9 chilometri all'ora: un uomo che cammina a passo svelto.

    La stella attorno a cui il pianeta ruota, Gliese 581, è una nana rossa molto più debole del Sole. Emette una luce 50 volte più fioca, ed è questo che permette alla nuova potenziale culla della vita di orbitarvi così vicino (a una distanza 14 volte inferiore rispetto a quella che divide Sole e Terra) conservando temperature miti, capaci di mantenere l'acqua allo stato liquido. "Secondo i nostri modelli - sostiene Stéphane Udry dell'osservatorio di Ginevra, il primo firmatario dell'articolo scientifico - il pianeta ha una superficie rocciosa come la nostra Terra, oppure coperta da oceani".

    La caccia alla vita nell'universo partì di fatto nel 1995, anno della scoperta del primo esopianeta. Era il 6 ottobre quando due astronomi dell'osservatorio di Ginevra annunciarono di aver individuato un sistema solare gemello: il pianeta 51 Pegasi-b che ruotava attorno a una stella simile al Sole. Da allora a oggi diverse centinaia di esopianeti sono stati individuati, ma tutti troppo grandi, troppo caldi, troppo freddi oppure gassosi per ipotizzare che la vita così come la conosciamo sulla Terra vi si potesse sviluppare.
    Per mantenere viva la caccia, a dicembre dell'anno scorso l'Agenzia Spaziale Europea ha lanciato la sonda Corot, incaricata di osservare centinaia di migliaia di stelle nel corso di una missione di due anni. Un momentaneo affievolirsi della luminosità di una stella potrebbe voler dire che uno dei suoi pianeti le sta passando davanti, provocando un'eclissi.

    E Corot sarà lì a registrare l'evento. Ancora più ambiziosa la
    missione Darwin, che l'Esa appronterà entro il 2020. Uno speciale telescopio catturerà la debole luce riflessa dagli esopianeti. Analizzandone lo spettro, riuscirà a determinare la composizione dell'atmosfera, e a capire che aria si respira a casa di Et.

    da Repubblica.it

     

     

     

    È come trovarsi a percorrere in automobile una salita molto ripida. Lo sai che se ti fermi poi devi spuntare, e sai anche che in salita è difficile spuntare. Tuttavia, di punto in bianco, tiri il freno a mano. E ti fermi. E ti tocca spuntare. Ma non ti va di mettere la prima e tentare di spuntare. Sai che ce la potresti fare, la patente ce l’hai dai un bel pezzo e non hai macchine dietro di te a cui andare a sbattere nel caso dovessi indietreggiare di diversi metri: non succederebbe semplicemente nulla, la macchina prima o poi ricomincerebbe a salire e non avresti più problemi. Ripareresti all’inspiegabile gesto di prima, quando hai tirato il freno a mano. Eppure molli il freno e ti fai la discesa a ritroso, senza frenare, danneggiando gli ammortizzatori della tua vecchia ma affidabile utilitaria. La strada è sgombra, nessuno ti vede, solo l’asfalto dissestato e la tua meta in cima alla salita osservano gli effetti della tua inspiegabile decisione. Scendi, scendi, scendi, sinché non torni alla base della strada, alla base della salita, nella piazzuola col bivio. E svolti. Scegli un’altra strada. Più facile: in pianura. Ma non arriverai mai alla meta in cima alla collina. Te ne troverai un’altra, di meta? Sarai capace di farlo prima che sia troppo tardi e senza fare altri danni alla macchina o ad altre cose? Inutile guardare negli specchietti retrovisori. Hai svoltato. Hai scelto tu.

    "...You are locked in a prison
        Of your own devise..."

     

    4/25/2007

     

    25 Aprile 1945 --- 25 Aprile 2007

    4/22/2007

    Earth Day

     

    Il 22 aprile 1970, rispondendo ad un appello lanciato dal senatore democratico Gaylord Nelson, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una spettacolare dimostrazione a favore della salvaguardia dell’ambiente. Da quel giorno il 22 aprile è diventato la Giornata mondiale della Terra (Earth Day), un evento internazionale, oggi celebrato in 174 paesi del mondo, che ha per scopo la sensibilizzazione del pubblico sui temi della conservazione dell’ambiente in cui viviamo.

    Oggi l'economia globale cresce a ritmi vertiginosi e con essa crescono consumi, inquinamento e conseguenti cambiamenti climatici e ambientali. Per questo la parola d’ordine di ogni politica di sviluppo lungimirante dovrebbe essere “sostenibilità” e le politiche volte alla riduzione dei consumi e delle emissioni dovrebbero essere una priorità per tutti: anche per i singoli che devono pretendere un veloce cambiamento di rotta da governi e organismi internazionali.

    Per usare le parole del pioniere dell’ecologia moderna Barry Commoner, la Giornata mondiale della terra è in qualche modo il giorno in cui l'uomo fa la pace col pianeta su cui vive. È la giornata simbolo della sensibilità ambientale collettiva, in cui ognuno di noi ha il compito di sensibilizzare i propri familiari, amici e colleghi, come i vicini di casa e i concittadini e via via fino alle persone più lontane da noi e fino a chi gestisce la politica e l’economia.

    In questo senso i singoli possono fare molto con il loro comportamento quotidiano, con un utilizzo più consapevole delle risorse e con una quotidiana e continua opera di sensibilizzazione degli altri. E l’Earth Day è un’occasione unica per sentirci tutti coinvolti e responsabili: perché non è affatto detto che non possiamo essere noi a cambiare il mondo.

    Per tutte queste ragioni, e per ribadire il suo impegno in questo campo, National Geographic Channel, National Geographic Channel HD  e Adventure One ha  deciso di celebrare l’Earth day 2007, realizzando un palinsesto ad hoc interamente dedicato alle ricchezze naturali del mondo dove viviamo. Una serie di emozionanti documentari di altissima qualità, che illustrano le tantissime risorse del Pianeta che rischiano di scomparire a causa del cattivo uso che l’uomo ne ha fatto.

    Da http://www.howgreenareyou.it/

    4/20/2007

    Virginia Tech University

     
    WASHINGTON - Due foto sorridenti in prima pagina con una didascalia: "Oh, come avrei potuto essere felice tra voi edonisti, se non mi aveste fottuto la vita". Poi un' immagine di nuvole che coprono un cielo sereno ed ecco il nuovo volto di Cho Seung-Hui: killer in divisa paramilitare pronto a
    uccidere. E per altre 22 pagine, 28 videoclip e 43 foto si  scatena il delirio di un 'manifesto' multimediale che ha sconvolto ancora l'America a pochi giorni dalla strage del Virginia Tech.

    Com'era accaduto nel 1995, quando i giornali pubblicarono decine di pagine con le folli elucubrazioni del serial killer Unabomber, o ancora nel 1999, di fronte agli appunti di Eric Harris e Dylan Klebold, i killer del liceo Columbine, gli Usa si ritrovano faccia a faccia con un incubo cresciuto in casa. Il giovane Cho che dalla tomba inneggia ai "martiri Eric e Dylan", si paragona a Gesù Cristo e accusa tutti di avergli "distrutto la vita", è uno shock per l'America più intenso dei video di terroristi kamikaze. Perché Cho, pur essendo nato in Corea del Sud, è un prodotto di casa, cresciuto in un tranquillo sobborgo alle porte di Washington.

    L'autore della più grave strage nella storia delle scuole americane - 33 morti, tra cui il killer - aveva preparato con cura il proprio testamento, usando computer e telecamera. Lunedì mattina, dopo aver ucciso due ragazzi in un dormitorio e prima di compiere il resto della strage, Cho con freddezza ha completato il suo manifesto, si è recato all'ufficio postale del campus e lo ha spedito a New York al network Nbc, che lo ha ricevuto mercoledì. Poi si è avviato verso l'edificio Norris Hall e ha dato il via alla carneficina. Studenti e professori caduti sotto i suoi proiettili, se lo sono trovato di fronte d' improvviso con lo stesso look che tutto il mondo ha potuto vedere attraverso le foto che Cho si è scattato: t-shirt nera, giubbotto kaki in stile militare, fondine per pistole e coltelli, cappellino nero con la visiera rivolta all'indietro, guanti neri senza dita. Chi guarda le foto, si trova ora di fronte la canna della Glock 19 o della Walther calibro 22, l'ultima immagine che hanno visto le sue vittime.

    Nei videoclip diffusi dalla Nbc il killer alterna lunghe tirate deliranti contro i ragazzi ricchi, con momenti di agitata riflessione: "Ci siamo. Questa è la fine. Che razza di vita è stata", mormora Cho in uno spezzone che potrebbe risalire alle ore subito precedenti la strage. Le immagini lo ritraggono nel suo dormitorio o all'interno di un'auto. Nelle 23 pagine di un file Pdf che rappresentano una sorta di testamento, il killer ha tentato una sorta di racconto, mostrandosi prima sorridente e poi nelle vesti da assassino venuto a punire chissà quali affronti. "Avete avuto cento miliardi di possibilità - afferma - per evitare quello che accade oggi. Ma avete deciso di versare il mio sangue. Mi avete messo in un angolo e mi avete lasciato solo un'opzione. La decisione è stata vostra, adesso avete sangue sulle mani che non verrà mai lavato".

    Le accuse non sembrano avere un destinatario preciso, ma vengono lette da criminologi e psichiatri come manie di persecuzione e deliri di onnipotenza di una mente malata. Il passato di Cho potrebbe aiutare a fare un po' di luce. Dopo le testimonianze dall'interno del Virginia Tech, che lo ritraggono come personaggio inquietante e solitario che non parlava con nessuno, spuntano i racconti degli ex compagni di scuola delle  superiori, secondo i quali era la vittima prediletta di abusi e bullismo. veniva preso in giro per la sua timidezza e il modo strano in cui parlava e una volta, mentre leggeva in inglese in classe, ci fu chi si mise a ridere gridando: "Torna in Cina!".

    L'Fbi e la polizia della Virginia, che hanno ricevuto dalla Nbc il memoriale, non ritengono che aggiunga molto al profilo del killer che già avevano tracciato. Soprattutto, manca ancora un'idea precisa di cosa abbia innescato la violenza e quali fossero i bersagli. Ma è probabile che resti un mistero.
     
     
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    E così veniamo a sapere che il killer di turno si è ispirato ai suoi predecessori e ai loro “scritti”. Come? Facilitato naturalmente dai benevoli mass media che, pur di vendere più copie o ottenere più ascoltatori, ci hanno ormai abituato a dettagliate descrizioni di ogni tragedia, specie se raccapricciante o insanguinata. Già, perché la motivazione dichiarata di tanta abbondanza di notizie è sempre quella: il diritto di informazione (e la libertà di stampa, ovvio). Ma dove termina il diritto di informazione per lasciare spazio alla prevenzione di nuove disgrazie, di emulazioni? È giusto riportare i diari di due aspiranti assassini e le relative convinzioni e intenzioni su pagine che lettori di ogni età e condizione mentale leggeranno? Forse no, forse sì. Forse sì, perché ci speriamo sempre, in fondo, che in seguito a un errore di qualcuno ci sia qualcun altro a imparare. Perché speriamo che, se mettiamo un cartello “attenti al lupo” all’entrata di un bosco, nessuno metta piede tra quegli alberi se non con cautela e preparazione. O forse no, non è giusto, se riteniamo invece di dover lasciare a chi di competenza (“criminologi e psichiatri”) la mansione di esaminare un documento per poter risalire all’autore, scavarne la mente, “fare un po’ di luce” sulle cause scatenanti la decisione di uccidere decine di coetanei, sull’anamnesi di un atto praticamente imprevedibile. La verità è che non lo sappiamo. Non sappiamo se sia meglio omettere o elencare puntigliosamente. È certo che, se una certa azione non viene resa pubblica, nessuno potrebbe imitarla, così come nessun falsario potrebbe mai fare una copia di una quadro mai dipinto. Non esiste un manuale sull’educazione degli adolescenti (anche se Cho Seung-Hui adolescente non è) e, se per alcuni una lezione può essere utile per crescere ed evitare di commettere errori, per altri è indifferente o addirittura dannosa.

    Senza dilungarci su come, in certi Paesi, le armi e i relativi permessi siano distribuiti come caramelle e facilmente reperibili.

    "Il presidente (degli USA G.W. Bush, nrd) ritiene che la gente abbia il diritto al porto d'armi, ma tutte le leggi in materia devono essere rispettate". Lo ha detto Dana Perino, portavoce della Casa Bianca, interpellata sulla necessita' di modificare la legislazione sul porto d'armi in seguito alla tragica strage avvenuta alla 'Virgina Tech University'.

     

     
     

    4/19/2007

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    Memory, Elihu Vedder, 1870.

    4/18/2007

    verrà un giorno

     
    E' come pece,
    vomita,
    s'impregna
    e poi
    s'impegna,
    senza pace

    Si espande
    ovunque,
    mutando
    come aspide,
    in uno qualunque
     
    Ignara dell'effetto
    distruttivo,
    si nutre
    e poi
    corrode
    il ventre suo
    e il cuore

    Non sa che
    che il suo livore
    presto sarà vapore
    e come acqua acida
    imbibita
    sgretolerà se stessa
    e la sua vita.
     
     
    ["Cattiveria" di Fiorderica da qui]
     
     
     
     
     
    See you, see you in hell!
    I hate you; I'll come to kill!
    You've to die for your hypocritical lie!
    I'll dishounor your grave with my ghasty rave!
    I'll find you...
    [The Animatronic]
    4/6/2007

     
    Agalloch - Hallways Of Enchanted Ebony
     
    Kiss me coldly and drain this life from my lips
    Let the cold blood flow on it's own...
    Kiss me coldly and fall away from the soul
    Long forgotten...
    From which of this oak shall I hang myself?
    These ebon halls are always dark...
    From which frostbitten bough shall I die?
    As dark as the winter, as black as her ghastly veil
    As cold as her whisper and chilling gown
    No corridors of life and beauty
    These enchanted halls are stained with the blood of night
    Ebon halls gleam as ghosts of a fire dance wickedly across a pantheon of marble
    These weary eyes shall open no more, frozen tightly by the cold embrace of death
    A charnel house of memories torn and burning melancholy shall embrace me now
    Hear this call...
    Beyond endless halls and far across the vast forest, just across the iron gates
    Whispers...
    As dark as the winter, as black as her grim mask of death
    As cold as her sorrow, her ivory tears
    No corridors of life and beauty
    No bloodred sky, no colors left in this world
    It was the light's end