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    2/29/2008

     

     
     
    «[...] Ho difetti quanti bastano, ma voglio sperare che non siano difetti di intelletto. Quanto al mio carattere, non me la sentirei di raccomandarlo. [...] Non sono capace di dimenticare presto, come dovrei, le follie ed i vizi degli altri, e nemmeno le offese fatte a me stesso. I miei sentimenti non ubbidiscono ad ogni tentativo di suscitarli. [...] E la mia stima, una volta persa, è persa per sempre.»
     
      Mr. Darcy

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    da

    Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, cap. XI.

    2/9/2008

    Shallow grave

     
     
     

    Cameron: Salve! Sono venuto per la stanza.

     

    Alex: Allora, come si chiama?

    David: Non lo so... Camden, mi pare.

    Juliet: Cameron.

    A: Cameron?? Davvero..?

    C: Esatto!

    A: Come?

    C: ...

    A: Stai comodo, Cameron?

    C: Sì, grazie!

    A: Hai visto l’appartamento?

    C: Oh, sì!

    A: E ti piace?

    C: Oh, sì, è fantastico.

    A: Sì, infatti, piace anche a noi. E pure la stanza è carina, non credi?

    C: Sì!

    A: Spaziosa, luminosa, ben arredata, e con tutte le altre cazzatine a posto...

    C: Eh eh, sì!

    A: Ceerto... E allora dimmi, Cameron, perché ci tengo a saperlo. Per quale motivo dovremmo dividere l'appartamento con un imbranato come te? La mia prima impressione, e mi sbaglio raramente, è che tu non hai nessuno dei requisiti che noi cerchiamo in un eventuale coinquilino. Mi riferisco a cose come la presenza, il carisma, la classe, il fascino; e non credo che stiamo chiedendo troppo. Siamo gente ragionevole, noi. Prendi David, per esempio: sarà anche un commercialista, è vero, però almeno ci prova. Il guaio è che tu non ci provi nemmeno.

     

    A: Cameron! Lo dico per te: auguri!